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Intervista a Raffaele Laudani, di Attac Italia
In via di costituzione, dopo l'assemblea di Bologna di fine giugno, Attac Italia già si propone come una delle realtà associative più interessanti del panorama politico italiano del movimento antiglobalizzazione.
Cerchiamo di capire dalle parole di Laudani, uno degli esponenti che lavorano nella struttura di coordinamento dell'associazione, cosa si propongono.

Cos'è Attac Italia?

E' un'associazione in via di costituzione che fa parte della rete internazionale di Attac. Si definisce un movimento di autodeterminazione popolare orientato all'azione.
Nasce originariamente in Francia per la promozione della Tobin Tax, diventando fin da subito un'associazione antiliberista più ampia, riconoscendo fin da subito nello sviluppo incontrollato dei mercati finanziari uno degli elementi più importanti dell'attuale fase.
Un secondo scopo che ci caratterizza è la volontà "di rimettere in moto la partecipazione politica della società".
Nascerà formalmente ad ottobre 2001. Dopo circa 4 mesi di attività contiamo già su circa 40 comitati locali e 3000 preiscrizioni. Il dato interessante è che tutte le regioni sono coperte già adesso. Il nostro obiettivo è di essere 15.000 nell'arco di un anno. In Francia ad esempio sono circa 35.000, suddivisi in 200 comitati locali.

Ma non c'è il pericolo che Attac Italia si trasformi in una sorta di cartello intergruppi?

Si tratta di una realtà in costruzione che a differenza di Attac France è nata sulla base di un accordo politico tra realtà associative (Mani Tese, Arci, Lila, assciazione culturale Punto Rosso, Carta, il manifesto, la sinistra Cgil, la confederazione dei Cobas e altri) e inevitabilmente in una prima fase i gruppi di provenienza si vedono.
Ma la cosa interessante è che Attac è un'associazione di tipo individuale, dove gruppi e individui contano allo stesso modo. Insomma una testa un voto.
L'obiettivo è di progressivamente ridurre il peso dei gruppi fondatori. E per certi versi già l'Assemblea di Bologna ha superato la composizione preesistente del Comitato promotore. Molte delle persone che si sono preiscritte non provengono da alcun gruppo, o addirittura sono alla loro prima esperienza politica, o diversamente si tratta di persone che da almeno 20 anni non fanno più direttamente pratiche di tipo politico.

E la Chiesa?

Inutile dire che il mondo cattolico è strategico, dipende se il movimento saprà porsi in termini di discontinuità con le gerarchie ecclesiali

Qual è il dopo Genova di Attac?

Già il 23 luglio si terrà a Genova una riunione di Attac che farà il punto su quanto sarà successo. A partire da settembre, dapprima timidamente (coinvolgendo i parlamentari che si sono dissociati in Parlamento sulla mozione bipartisan dopo che era stato tagliato il riferimento alla Tobin Tax) e poi in maniera più decisa, si lancerà una campagna sulla necessità della Tobin Tax..
Poi ci sarà il congresso fondativo verso fine ottobre di Attac Italia e poi dovremo preparare la mobilitazione e i contenuti per Porto Alegre 2002, previsto per fine gennaio.
Riccardo Petrella [ex braccio destro di Delors, già coordinatore dei progetti Fast della Comunità europea, insegnante a Lovanio e tra i pensatori "illuminati" di matrice cattosocialista] ci ha già proposto di pensare qualcosa in vista di Johannesburg nel luglio del prossimo anno.
A Porto Alegre, come Attac Italia, dovremo gestire il seminario sulla criminalità finanziaria.
Ritornando su Genova, certo dipende molto da come andrà. In realtà un risultato molto importante è stato già ottenuto. Il GSF si è imposto come soggetto politico, diventando di fatto l'unica reale opposizione presente nel paese.
E' chiaro che essendo un insieme di organizzazione, il GSF potrebbe diventare solo una sorta di intergruppi.
Io credo che una cosa positiva potrebbe essere nel fatto che il Genoa Social Forum si trasformi in una sorta di Social Forum Italiano. In questo senso Attac Italia, per il profilo internazionale che le è proprio, potrebbe svolgere un ruolo di terzietà tra questi gruppi, legandoli quindi a un contesto di maggiore rilevanza internazionale,
Comunque la cosa importante, nonostante la fase magmatica nella quale siamo e in cui molti sgomitano per acquisire una maggiore visibilità, è che bisogna avere la consapevolezza che il movimento viaggia solo se procede unito.
Raf Valvola14-07-2001
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