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Tra gli arresti decisi dalla Procura di Cosenza spicca, tra gli altri, il nome di Giancarlo Mattia, collaboratore storico di "Decoder" fin dalla sua fondazione. La sua biografia politica è un pezzo della storia italiana dei movimenti.
Negli anni sessanta e negli anni settanta Giancarlo è stato tra i pochi italiani a girare il mondo e a conoscere tutte le realtà di movimento dell'epoca. E' stato nel Topanga Canyon (vicino a Los Angeles), così come nel controfestival dell'Isola di Wight. Poi a Londra, dove ha raccolto una delle più straordinarie documentazioni (manifesti, giornali, libri e dischi) che ci siano in Italia sull'epoca, frequentando giri di musicisti diventati poi famosissimi quali gli Hawkind.
Appassionato di cultura psichedelica, ha sempre letto il movimento psichedelico come un fenomeno di rottura sociale, radicale nei confronti del potere, un movimento pacifista ma non pacifico.
Laureatosi in giurisprudenza, nella seconda metà degli anni settanta ha difeso alcuni militanti delle Brigate Rosse. Cosa che gli costerà prima più di un anno di carcere e poi l'espulsione dall'ordine degli avvocati (uno dei pochi casi in Italia). Clamorosamente spassoso l'atto di accusa dove si parlava di lui come dell'"avvocato psicheledelico", per via della lunga barba, che ancora oggi porta.
Difeso poi da Giacomo Mancini, verrà rilasciato dal carcere.
Ma il danno era ormai stato fatto. Da quel momento, Giancarlo si ammala di una forma importante di cardiopatia, che continua a martoriarlo con una certa continuità.
Trasferitosi a Milano, si è poi avvicinato dapprima ad ambienti editoriali neosituazionisti e libertari, contemporaneamente, alla Libreria Calusca allora guidata dal grande Primo Moroni.
A metà degli anni ottanta, l'incontro con il gruppo fondatore di "Decoder", a cui ha sempre offerto il proprio consiglio di storico dei movimenti, con grande abbondanza di documentazione e allegria.
Negli ultimi anni si era ritirato in Calabria, anche per poter curare meglio la propria cardiopatia e stare vicino alla madre.
Proprio negli ultimi anni, si era cominciato a interessare sempre più di teologia, materia su cui insegna in seminario a Catanzaro. In particolare, sta approfondendo la ricerca sul movimento zelota (il movimento a cui apparteneva Giuda, accusato di aver consegnato Gesù alle autorità romane perché controrivoluzionario).
Insomma, una figura di studioso, peraltro malata. Una straordinaria persona che non merita questo trattamento.
Libertà per Giancarlo!
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