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Jihad versus McWorld - Parte quarta. Nigeria
Le agenzie di stampa riferiscono che una calma precaria regnava giovedì 13 settembre nella cittadina di Jos, capoluogo dello Stato nigeriano degli altipiani (la Nigeria è una federazione di 30 stati diversi) nell'area centrale del paese, dove sanguinosi scontri tra la comunità musulmana e quella cristiana avrebbero provocato secondo il quotidiano pro-governativo Daily Times, non meno di 500 vittime.
Da parte sua la Croce Rossa Internazionale ha confermato che una "sepoltura collettiva ingente per numero" si era effettivamente svolta, senza tuttavia confermare il numero dei morti.
Un precedente comunicato della stessa organizzazione, stimava un bilancio di 165 vittime e di almeno un migliaio di feriti e precisava che senza il tempestivo e massiccio intervento dell'esercito il bilancio avrebbe potuto essere ben più pesante.
Secondo dei testimoni oculari sarebbero migliaia le case, i magazzini, i negozi, le chiese e le moschee che sono state distrutte o incendiate.
Sempre secondo il quotidiano Daily Times le autorità hanno dichiarato di non sapere se esiste un collegamento con gli attentati di Washington e New York, che invece l'agenzia di stampa AP considera correlati citando come fonte altri testimoni che hanno assistito a manifestazioni islamiste con slogan dai riferimenti espliciti ai fatti dell'11 settembre.
Sul piano dei contrasti religiosi, esistono vari precedenti storici, ad esempio l'identità nazionale nigeriana (perlomeno quella settentrionale) si fonda sulla rivoluzione islamica anzi per meglio dire Jihadista (da Jihad) che all'inizio del XX° secolo si era propagata dai sultanati di Sokoto; più recentemente si sono verificati gravi scontri inter-confessionali (nel 1986, nel 1987 e nel 1990-1991) che risalgono a pochi mesi or sono, quando, dopo l'introduzione in diversi stati del nord della Nigeria, della sharia (la legge coranica) si sono vericati incidenti che hanno provocato centinaia di morti.
In quel caso qualche analista parlò di "pakistanizzazione" della Nigeria che, sia detto en passant, con i suoi 120 milioni di abitanti rimane il più popoloso paese africano.
Ciò su cui le autorità si mostrano reticenti, deriva dal fatto che sanno benissimo che ormai da una decina di anni gruppi di islamisti radicali stanno cercando di ravvivare la fiamma della Jihad.
Questa corrente, ispirata e finanziata dall'estero, non ha cessato di accrescere la propria influenza tra gli studenti e tra i più poveri, cioè tra le masse deluse dalla "modernità occidentale" e dalla manna petrolifera, che è andata ad appannaggio di pochi.
Questo più in generale appare l'elemento-chiave di tutto l'islamismo politico contemporaneo: la componente politico-sociale.
Non dimentichiamo che gli islamisti turchi (oggi politicamente banditi) vinsero le elezioni con la parola d'ordine dell'abolizione del tasso d'interesse, non conforme alla sharia?
Concludendo questo quarto e ultimo tassello, con ogni probabilità quelli che a Jos erano cominciati come banali scontri di piazza o al massimo erano l'espressione di un pogrom, dopo il segnale di New York e non casualmente si sono trasformati in una immensa carneficina.
Giampaolo Capisani21-09-2001
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