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Nuova offensiva dei ribelli islamisti ceceni, i famosi boïevichi o come alcuni giornali occidentali sono soliti chiamarli "le forze fedeli al presidente indipendentista ceceno" Aslan Maskadov.
Tra l'altro è proprio il caso di ricordare che Maskadov solo pochi mesi fa venne ricevuto con tutti gli onori di un capo di stato a Washington e alla Casa Bianca dove intrattenne le più alte istanze statunitense sul problema della "violazione dei diritti umani" nel suo paese! Con la loro iniziativa militare i guerriglieri hanno sostenuto di avere conquistato lunedì 17 settembre, la seconda città della Cecenia, Gudermes oltre alla località montuosa e d'importanza strategica di Nojai-Iurt.
Nella tarda mattinata l'agenzia russa RIA confermava la notizia che circa 400 boïevichi "pesantemente armati, bene organizzati e che conoscevano bene la città hanno attaccato Gudermes, nella quale sono in corso durissimi combattimenti".
Secondo il portavoce degli "indipendentisti" Maerbek Vatchagaev "le forze russe sono state colte di sorpresa e avendo subìto pesanti perdite starebbero trattando la resa, mentre la popolazione di Nojai-Iurt si sarebbe unita spontaneamente ai ribelli".
Ma lo scatenamento della nuova offensiva è iniziata nella mattina dell'11 settembre (non molte ore prima della carneficina alle Twin Towers di New York) quando in vari punti del paese le forze russe sarebbero state attaccate e con particolare violenza quelle di stanza nella capitale (Grozny).
I boïevichi avrebbero anche abbattutto un elicottero blindato russo e nell'episodio avrebbero perso la vita due generali dell'Armata Rossa.
Interrogato dalla Reuters un portavoce del Ministero russo della difesa non ha confermato la caduta di Gudermes.
Nel frattempo i combattimenti continuano e mercoledì 19 settembre nel corso di un ennesimo assalto, i boïevichi avrebbero ucciso 15 soldati delle forze speciali russe e il vicepresidente del governo provvisorio insediato dai russi.
Quello che voglio sottolineare in questo secondo articolo è la concomitanza dell'offensiva in Cecenia e della carneficina di New York che non mi sembrano affatto scollegate l'una dall'altra.
A tale proposito vorrei ricordare che i leader militari dei boïevichi Shamil Bassiev e Khabib Abd Ar-Rahman Khattab (di nazionalità giordana) già nell'agosto del 1999 avevano occupato dei villaggi del confinante Daghestan proclamandovi uno "Stato Islamico del Daghestan".
Per chi vuole saperne di più, rimando al mio articolo: Giampaolo R. Capisani, "La Cecenia dalla colonizzazione all'"era Putin", in Giano. Pace, ambiente, problemi globali, (pp. 81-99), anno XI°, n° 33, 3/1999, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli.
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