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A settembre iniziativa politica per l'accesso alla banda larga a Milano e nelle altre cittā cablate
L'iniziativa di Decoder per garantire l'accesso alla banda larga alle organizzazioni no profit e low profit continua dopo l'estate. Il primo incontro, organizzato a metā luglio, ha visto la partecipazione di molti operatori della rete, hackers, comunitā virtuali e politiche. Erano presenti consiglieri comunali Basilio Rizzo (Miracolo a Milano), Atomo Tinelli (RifCom) e Maurizio Baruffi (Verdi), che hanno assicurato il loro sostegno alle proposte di Decoder. Il dibattito ha messo in luce le anomalie e la scarsa trasparenza dell'operazione, giā segnalate in questo sito nell'approfondimento "Le troppe anomalie di Fastweb". Sarā data vita ad una newsletter informale fra i partecipanti ed altri soggetti da loro segnalati.
Al di lā della presa di posizione contro il sostanziale esproprio per fini di utilitā privata di risorse pubbliche (sul quale saranno compiuti ulteriori approfondimenti su documenti scottanti), č stata sottolineata la necessitā di una azione politica per affermare il diritto all'accesso alla banda larga come espressione di un diritto fondamentale di cittadinanza e di espressione.
La scelta tecnologica perseguita da Fastweb č una scelta che attenta
fortemente ai diritti alla comunicazione di tutti noi. Il fatto di privilegiare una scelta incentrata su IP mobili, invece che su IP fissi, costringerā gli utenti normali (quelli che sigleranno il contratto Family, per intenderci, al costo attuale di circa 1.600.000 all'anno) a diventare solamente dei consumatori monodirezionali del flusso di informazioni che proverrā da Fastweb.
La richiesta minimale che deve essere fatta č quella di avere una struttura tecnologica di comunicazione bidirezionale, in cui ognuno possa diventare anche produttore di informazioni e non solo onsumatore passivo di tv on demand (che č poi il core economico del progetto Fastweb).
Una scelta incentrata sui paradigmi dell'IP mobile farā per certi versi di Milano l'unica (o tra le poche cittā al mondo) cittā tagliata fuori dal flusso comunicativo, rischiando di far arretrare la sua utenza a una situazione preBBS, alla metā degli anni ottanta quindi. Bisogna invece affermare con forza la necessitā tutta politica di una battaglia sul diritto alla comunicazione e la sua imprescindibilitā nella definizione dei nuovi diritti dell'uomo nell'etā digitale.
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