Home page
NewsApprofondimentiRadio DecoderArchivio del sitoStaff, Form, Contatti



< SUGGERIMENTI >
DOSSIER PETROLIO
> Dossier Petrolio (a cura di Giampaolo R. Capisani, Karla, Michele Paolini)
CALIFORNIA UBER-ALLES
> Piangi, California
DIZIONARIO HACKER
> Sul significato di free software
NO-THIS-GLOBAL FEMMINILE
> La disobbedienza ha le zinne
IL VIRTUALE
> L'Utopia e la Rete di Ignazio Licata
SEXO
> Il nome del sesso
ISLAM
> Islamismo politico centro-asiatico
> Fondamentalismo islamico in Somalia
SPECIALE AFGHANISTAN
> I taliban afghani (1). I nuovi protagonisti della storia afghana
> I taliban afghani (2). I fautori di una misoginia di massa
> Afghanistan. Scheda informativa
SPECIALE ASIA CENTRALE
> Dal Caucaso all'Asia centrale
> Il Pakistan, un "cocktail-molotov" prossimo a esplodere
> Jihad versus McWorld - Parte Prima. Afghanistan
> Jihad versus McWorld - Parte seconda. Cecenia
> Jihad versus McWorld - Parte terza. Kashmir e India
> Jihad versus McWorld - Parte quarta. Nigeria
HACKERS
> Vive Wau Holland!
FASTWEB
> Fastweb: uno scambio di mail (autentico?) fra un abbonato e la società
> Sgancia la banda!
> Le troppe anomalie di Fastweb
< LE PIU' CLICCATE >
Spiacente, nessun articolo presente in archivio
Le troppe anomalie di Fastweb
Il cablaggio di Milano viene fatto in forme uniche al mondo che, presentate per avanguardia tecnologica, sembrano piuttosto dettate da vecchi sistemi di gestione della cosa pubblica.

L’obiettivo della Giunta di fare di Milano il primo esempio al mondo di città cablata in fibra ottica avanza a grandi passi. Ormai quasi tutto il centro storico e diverse zone periferiche sono stati sventrati e ricuciti per far passare i dotti contenenti le fibre, che arrivano fino alla base di abitazioni ed uffici; anche i collegamenti dell’ultimo miglio vengono realizzati in tempi rapidi e senza intoppi; efficienti promotori suonano alla porta ed offrono servizi di connessione telefonica e a Internet in combinazione con video on demand ed informazioni; gli abbonamenti ai servizi crescono di giorno in giorno ed è realistico pensare che nel giro di un paio d’anni si arriverà ad un’interconnessione completa di tutte le zone nevralgiche della città, con vantaggi per imprese, istituzioni e cittadini. Ma l’operazione mostra troppe singolarità per lo meno sospette, e diversi interrogativi sorgono legittimi.

Perché la fibra?
Anche negli U.S.A. ed in altri Paesi europei ci si muove verso il cosiddetto “servizio universale”: città interamente cablate per offrire un volano di opportunità alle imprese e per soddisfare la domanda di collegamenti in rete sempre più veloci e con maggiore capacità di trasmissione dei dati. Quel che è strano è che da nessuna parte si è scelta la strada della fibra ottica per il cablaggio cittadino. Negli U.S.A. le proiezioni indicano che nel 2005 non più del 3-4% degli accessi sarà in fibra ottica; in Gran Bretagna non più del 5%. Accessi speciali, dedicati ad utenze con grandissimi volumi di traffico, non a normali utenti, che invece sono collegati attraverso il doppino telefonico, che consente di sopportare volumi di traffico non molto dissimili. La ragione principale è il costo: collegare un utente con il doppino costa circa 1.000 dollari, che diventano 10.000 se si usa la fibra ottica. E’ vero che i servizi offerti da Fastweb sono a pagamento, ma quanto tempo occorrerà perché il prezzo pagato dagli utenti consenta di coprire i costi iniziali, i costi di esercizio, i costi di acquisto dei contenuti, ed assicuri un profitto? Le stime dicono: almeno trent’anni, nella migliore delle ipotesi. Visto che Fastweb è una società commerciale, votata al profitto, la domanda che potrebbe sorgere spontanea è: perché è stata scelta una strada che consente una remunerazione così incerta degli investimenti?

La separazione fra NetCo e ServCo.
In tutti i progetti di cablaggio urbano, così come in generale nella gestione di tutte le infrastrutture essenziali (telefonia fissa e mobile, gas, acqua, energia) vi è una distinzione fondamentale fra imprese (NetCompanies) che si occupano della costruzione e gestione della rete e dell’offerta di servizi “all’ingrosso” a carriers indipendenti e imprese (ServCompanies) che vendono servizi a prezzi differenziati secondo le esigenze dell’utente. E’ accaduto così anche a Milano: la NetCo è Metroweb, società che si cura della costruzione e gestione della rete e che affronta i costi della posa in opera dei cavi e dei collegamenti all’utente finale; la ServCo è Fastweb, che vende agli utenti i servizi (collegamento veloce a Internet, telefonia, video on demand) resi possibili dallo sfruttamento della rete. La struttura proprietaria di queste due società è singolare: Metroweb è posseduta per il 67% da AEM, la ex municipalizzata dell’energia milanese, ora privatizzata e quotata in borsa ma ancora a controllo pubblico, e per il 33% da e.Biscom, società quotata al Nuovo mercato il cui 34,9% è detenuto da Silvio Scaglia, eminenza grigia delle telecomunicazioni dotato di un consistente capitale personale derivante dall’esercizio di stock options della società di telefonia di cui era manager, ed il 35,2% dalla famiglia dei finanzieri Micheli, più una piccola quota di Pirelli ed altri investitori. Fastweb è invece controllata al 56,5% da e.Biscom, mentre AEM detiene il 37,7%.

Privatizzare gli utili e socializzare le perdite?
L’analisi della struttura societaria sembra svelare l’arcano: Metroweb, che sopporta i costi rilevantissimi della posa in opera dei cavi, della gestione della rete e del collegamento all’utente finale (costi resi dieci volte più elevati del normale per la scelta della fibra ottica), è per il 67% di AEM, che dunque si addossa quei costi per i 2/3. Siccome AEM è in maggioranza a capitale pubblico, si può dire che i costi del cablaggio milanese incombono per la maggior parte sulla collettività. In Fastweb, che invece vende i servizi al pubblico (l’affare più remunerativo), utilizzando la rete di Metroweb, i rapporti sono invertiti: AEM ha poco più di un terzo del capitale, e la larga maggioranza è di e.Biscom. Sulla carta, anche Metroweb dovrebbe poter generare ricavi: dall’offerta di “fibre nude”, cioè di semplici accessi alla rete, dietro il pagamento di un canone. Tuttavia, anche se Metroweb afferma di offrire indifferentemente i suoi servizi a chiunque gliene faccia richiesta, ad operatori diversi da Fastweb (come Colt e Albacom) sono state date solo poche briciole, per servizi specialistici destinanti ad utenze ridottissime, mentre il grosso della rete è offerto solo a Fastweb, a condizioni che non sono rese note. I bene informati dicono che per Fastweb il prezzo è di circa 5.000 lire al metro, per gli altri 15.000. Gli economisti dicono che il mercato dà sempre i segnali più chiari: ebbene, alla quotazione di e.Biscom (la cui collocazione ha avuto un buon succeso) è immediatamente seguita la caduta in borsa del prezzo delle azioni di AEM.

Com’è stata scelta Fastweb?
A Roma, quando si è deciso di iniziare il cablaggio, è stato fatto un bando per selezionare le ServCo interessate. Da 25 si è passati a 3 contendenti, e poi la scelta è caduta su chi offriva le condizioni migliori (la compagnia spagnola Telefonica). In tutte le città italiane ed europee la scelta del gestore è effettuata con gare d’appalto pubblico. A Milano invece la scelta è caduta su Fastweb senza effettuare alcuna gara pubblica, grazie ad una licitazione privata. Il prezzo pagato da Fastweb (30 miliardi) non è certo elevato, se si considera che il piano di cablaggio richiede investimenti per 10.000 miliardi. L’impressione di un’operazione “fatta in casa” fra Comune (socio di riferimento di AEM) e e.Biscom, in cui il grosso delle perdite grava su AEM e il grosso dei profitti andrà a e.Biscom, sembra avvalorata sia dal fatto che Fastweb si è subito rivolta alla vasta rete di imprese aderenti alla Compagnia delle Opere, sia dai vantaggi concreti di cui Metroweb gode per poter realizzare in tempi rapidi l’infrastruttura che consente a Fastweb di offrire i suoi servizi. L’Ufficio Illuminazione Pubblica di AEM (quello che presiede ai controlli e alla gestione della rete elettrica) non sembra essere mai stato così attivo nella manutenzione e nella sostituzione dei cavi come in questi ultimi mesi. Ma nello svolgimento di queste operazioni sono stati posati anche i dotti di fibra di Metroweb, e non è chiaro come siano stati ripartiti i costi. Per di più l’Ufficio ha deliberato che dopo la loro posa nessun altro operatore interessato a sviluppare una rete alternativa potrà effettuare lavori di insediamento negli stessi luoghi per 5 anni. E’ chiaro che i concorrenti rinunciano a creare altre reti, perché avrebbero costi maggiori e comunque arriverebbero in ritardo, quando il mercato è già saturato.

Quali scenari futuri?
Uno sviluppo efficiente e corretto delle reti di cablaggio urbano presuppone una pluralità di operatori, soprattutto ServCo, in concorrenza fra loro, dal cui confronto emergono prezzi ridotti, offerte su misura per i clienti, qualità dei servizi più elevata, condizioni speciali per l'utenza sociale e no profit. E’ quello che è accaduto nei voli di linea, nella telefonia fissa e mobile, ed in altri settori a recente privatizzazione. A Milano è stata fatta una scelta diametralmente opposta: un operatore in posizione dominante che sembra godere di notevoli favori e che è legato alla mano pubblica dalle convergenze di interessi riflesse dagli intrecci societari. Sarà compito degli organi di controllo delle telecomunicazioni e della borsa (e, se del caso, della magistratura) verificare la correttezza dell'operazione, anche alla luce di dati di cui non disponiamo. Nel frattempo, accordare a funzioni di pubblica utilità (istruzione, ricerca, sanità, assistenza, imprese sociali, reti civiche, enti no profit) un accesso gratuito (o comunque a prezzo di costo) alla rete a larga banda per la diffusione di informazioni e servizi, così come è avvenuto per esempio in Olanda, appare il rimedio più urgente per riequilibrare almeno in parte le distorsioni create dal monopolio che di fatto si è creato e per consentire anche alla collettività, sostanzialmente espropriata di un così rilevante valore economico e sociale, di trarre utilità concrete dall’operazione di cablaggio urbano milanese.
dr Kabel07-07-2001
< IMMAGINE >
Clicca qui per vedere l'immagine ingrandita
Clicca qui per vedere l'immagine ingrandita
Clicca qui per vedere l'immagine ingrandita
< AUDIO >
< LINKS >
>Sito MetroWeb
>Sito FastWeb
>Sito e.Biscom
< SONDAGGIO >
Home News    Approfondimenti    Radio Decoder    Archivio    Interazione Colophon
powered by  uvLSI-Engine  v0.3.7.5 (16/01/04)

hosted by atlink